***Una Risorsa di Nome Canapa***

C'è un grosso ostacolo che si oppone alla ripresa su larga scala della coltivazione della canapa. Senza questo ostacolo il rilancio della canapa sarebbe forse gia' avvenuto, e noi potremmo gia' godere in larga misura dei benefici economici, occupazionali e ambientali di questa importante coltivazione.Certo, c'è il problema droga. Se non ci fosse questo problema chi si sarebbe mai sognato di proibire la coltivazione di questa pianta? Ma non è solo questo. La proibizione della marijuana potrebbe tranquillamente convivere con la coltivazione della canapa industriale. Quello che veramente ne intralcia il rilancio è l'eccessivo zelo (solo quello?) con cui questa pianta, a torto o a ragione, viene perseguitata.A torto o a ragione? Io non sono certo un esperto, anzi sono semplicemente l'ultimo arrivato. Fino a poco tempo fa non mi ero mai occupato di canapa ne' di droghe; inoltre la marijuana non l'ho mai fumata nemmeno per prova. Ma dopo aver capito che il problema droga è il principale ostacolo al rilancio di questa coltivazione, ho letto tutto quello che è possibile trovare sull'argomento. Rimango un non esperto. Ma anche così mi sembra che ci siano due punti fermi, ribaditi ormai da tante ricerche scientifiche che non possono essere piu' messi in discussione. Innanzitutto la marijuana non da' ne' dipendenza ne' assuefazione. In secondo luogo non provoca nessun tipo di danni fisici o psichici, nemmeno nei consumatori abituali (e tantomeno in quelli occasionali che sono il 90%). Vedi per esempio la autorevole relazione del prof. Bernard Roques (facolta' di farmacia dell'Universita' di Parigi) commissionata dal Ministero della Sanità francese.

(vedi Versione italiana del Rapporto Roques)

Non solo la canapa con alto tasso di THC non risulta pericolosa per la salute, ma anzi essa è una delle più importanti e utili piante medicinali. E le piante medicinali che hanno anche usi alimentari (semi di canapa) sono le cose piu' sicure che esistano sulla faccia della Terra. In ogni caso la sua supposta pericolosità è sempre assai inferiore a quella dell'alcool, del tabacco, della cocaina, dell'eroina e delle altre droghe sintetiche, dei barbiturici ecc..Ma allora per quale ragione si è creata una così grande opposizione ad una sostanza tanto innocua e per di più utile? A mio modesto parere il problema non può essere la sua molto improbabile tossicità. Altre sostanze, come per esempio i barbiturici, hanno una tossicità comprovata, danno una vera dipendenza ed hanno anche pesanti effetti psicoattivi (riducono la persona ad uno "zombi"). Eppure vengono prescritti e venduti nelle farmacie nonostante che proprio la marijuana li potrebbe sostituire senza alcun effetto collaterale. L'unico effetto collaterale è una blanda alterazione dello stato psichico che induce all'allegria – e questo è tutto -. Come mai la leggera euforia provocata da un paio di bicchieri di buon vino è considerata positivamente, mentre l'allegria indotta dalla marijuana no? Questo è quello che bisogna cercare di capire. La morale cattolica condanna – giustamente – l'ubriachezza, dato che chi si trova in quello stato perde completamente il controllo del proprio comportamento e può diventare violento e molto pericoloso per se' e per gli altri. Niente di tutto questo capita però con la marijuana. Le persone sotto l'effetto di questa droga non diventano irresponsabili, non perdono il controllo della situazione e diventano più tranquille e non più violente. In altri paesi diversi dal nostro gli effetti prodotti dalla marijuana sono considerati positivamente, e la pianta, anche in virtù delle sue proprietà medicinali, è considerata sacra. Ma è proprio qui forse la spiegazione di tutto: è una droga (in senso lato) che ancora non appartiene alla nostra cultura.Ci sono dei precedenti. Ci sono voluti due secoli prima che il tabacco fosse accettato dalla cultura europea. Il fumo del tabacco ha suscitato a suo tempo la stessa opposizione e le stesse condanne della marijuana. Anche il caffé, per quanto la cosa possa sembrare strana, ha suscitato per molto tempo un ostracismo analogo. E del resto c'è stato per tanto tempo un analogo atteggiamento negativo persino nei confronti di alcuni semplici alimenti provenienti dal nuovo mondo, in particolare verso la patata ed il pomodoro. Questi cibi sono stati adottati come normali alimenti solo molto tempo dopo la loro introduzione in Europa. Adesso è molto difficile immaginare la nostra esistenza senza le patate, i pomodori, il caffé o la cioccolata – chissà se qualcuno l'ha mai proibita – (mentre potremmo benissimo fare a meno del tabacco!). Ma bisogna ricordare che nel 1600 i danni del fumo di tabacco erano del tutto sconosciuti. Quindi non potevano essere questi i motivi di tanta ostilità.Anche l'opposizione alla marijuana ha qualcosa di "irrazionale", legato essenzialmente a fattori culturali piuttosto che ai suoi presunti pericoli o danni. È un dato di fatto ormai storico che la proibizione della marijuana del 1937 (la madre di tutte le proibizioni!) è stata giustificata con affermazioni che anche i più tenaci oppositori della marijuana considerano oggi infondate. Non solo non è vero, come si sosteneva allora, che la marijuana induce ad atti violenti e criminali. Al contrario essa rende le persone miti e tranquille, distende i nervi ed i muscoli e concilia il sonno... Eppure è stata proprio questa l'accusa che ha giustificato presso l'opinione pubblica la sua condanna. Ora non è più sostenuta da nessuno, ma c'è motivo di pensare che le nuove e spesso generiche accuse non siano meno infondate delle vecchie.Ma siamo in democrazia (W la democrazia!), e in democrazia tutte le opinioni sono rispettabili, anche quelle di chi è convinto che la marijuana sia una droga altrettanto (o addirittura più) pericolosa delle droghe vere, quelle pesanti. Tuttalpiù queste persone possono essere invitate ad informarsi meglio. E del resto non sono nemmeno queste opinioni il principale ostacolo alla coltivazione della canapa. Infatti anche se la canapa fumata fosse realmente pericolosa, dovrebbe comunque essere possibile coltivare le varietà ad uso industriale a basso tasso di THC dalle quali non si potrà mai ricavare alcuna droga. In realtà il vero ostacolo al rilancio della canapa è lo zelo eccessivo e fuori luogo che in molti casi mal si concilia proprio con lo scopo di limitare la diffusione della droga. Questo zelo insensato può ritardare la messa a frutto delle enormi potenzialità economiche ed ambientali della canapa.Per esempio cosa dire del limite dello 0,3% in THC, quando già l'1% sarebbe un buon limite di sicurezza? Ora, dopo che le varietà italiane sono state faticosamente costrette al di sotto di questo 0,3%, questo limite sta per essere portato allo 0,2%, mentre l'obiettivo finale è lo 0%. Il THC tende ad aumentare quando le piante sono in condizioni di stress, ed è quindi difficilissimo garantire limiti così bassi. Inoltre la resina contenente il THC serve alle piante per difendersi dai parassiti. Abbassare troppo questo limite può quindi comportare dei problemi. Infine è più difficile abbassare il livello del THC nelle piante dioiche rispetto a quelle monoiche. E le varietà italiane estremamente produttive che davano la fibra tessile migliore del mondo sono dioiche. Queste norme servono per contrastare la diffusione di una (presunta) droga, oppure a difendere dalla concorrenza gli interessi francesi? Ma possono i francesi impedire la coltivazione della canapa da fibra, quando loro non producono fibra tessile? E non è miope voler difendere con questi mezzi una produzione di 10.000 ettari quando sono ben altre le potenzialità di questa pianta? E che dire poi delle disposizioni che di fatto impediscono di fare il raccolto all'inizio della fioritura, quando è proprio nella resina dei fiori che si concentra il THC? In altre parole abbiamo delle piante che hanno in partenza un bassissimo tasso di THC, e se qualcuno volesse provare ad utilizzarle come droga (ma non ci riuscirebbe mai) dovrebbe provarci con i fiori. Se si fa il raccolto immediatamente prima della fioritura si elimina anche questa remota possibilità. Di nuovo. Serve per la lotta alla droga o per la guerra alla canapa italiana? Infatti per estrarre fibra di qualità tessile bisogna raccogliere la canapa esattamente in quel momento e non dopo.E che dire ancora del fatto che la coltivazione su vasta scala di canapa ad uso industriale renderebbe impossibile la coltivazione (clandestina) della canapa da droga, dato che ne provocherebbe la drastica riduzione del livello del THC? Delle due l'una: o l'ideologia della guerra alla marijuana ha accecato gli animi, oppure l'Italia, e non sarebbe la prima volta, è succube della politica di altri paesi, e trascura quindi i propri fondamentali interessi. Infine la CEE non può con una mano dare sussidi ai coltivatori di canapa e con l'altra fare di tutto per soffocare la stessa coltivazione al di fuori dei confini della Francia.È più che mai necessario quindi che la marijuana e la canapa industriale vengano tenute il più possibile separate. Si spera anche con la collaborazione di quelli che della marijuana sono convinti oppositori, dato che le importanti prospettive economiche ed ambientali della canapa dovrebbero riguardare tutti, e non meritano di essere penalizzate da prese di posizione ingiustificate o da una immotivata opposizione di principio.
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http://www.usidellacanapa.it/canapa/risorsa.html

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